Parte il Giro d’Italia Handbike: atleti disabili alla conquista della Maglia Rosa
Tra i partecipanti anche Alex Zanardi e la Nazionale Azzurra
Al via Domenica 15 aprile da Cinquale di Montignoso, sul lungomare di Marina di Massa, in Toscana, la corsa a tappe dedicata agli atleti con disabilità: al primo appuntamento partecipa l’intera nazionale azzurra di ciclismo paralimpico e con loro c’è anche Alex Zanardi. Ma l’obiettivo è coinvolgere tutte le persone disabili e non.
Sette regioni, dieci tappe complessive, un circuito rettilineo chiuso al traffico di nove chilometri al giro, da percorrere una o due volte secondo la categoria di appartenenza.
Il 15 aprile alle ore 9,00, parte dalla Versilia, sul lungomare di Cinquale di Montignoso di Marina di Massa-Forte dei Marmi il Giro d’Italia per gli atleti che pedalano con le mani. Fra questi anche Roberta Amadeo, malata di sclerosi multipla, che grazie all’handbike, la bicicletta che si usa pedalando con le mani, è tornata a fare sport. «Ero campionessa italiana di judo – racconta – e la scoperta della malattia fu una sentenza che mise fine alle mie ambizioni e speranze. Oggi la ricerca farmacologica ha migliorato la qualità della vita dei malati di sclerosi multipla. Tanto che possiamo fare anche sport a buon livello».
Il Giro d’Italia in handbik è a dieci tappe in sette regioni. Un Giro sulla buona strada per diventare importante quanto quello dei normodotati. «Nelle scorse due edizioni, alla gara hanno partecipato 500 atleti e il pubblico lungo il percorso è stato numeroso ed entusiasta – racconta Maura Macchi, che insieme ad Andrea Leoni ha ideato l’iniziativa -. Il nostro obiettivo è quello di diffondere questo sport. Per questo stiamo organizzando degli eventi, pre e post tappa, per far provare l’handbike».
Al Giro d’Italia di Handbike è la versione del Giro dedicata a quegli atleti con disabilità che per gareggiare utilizzano una handbike, un particolare tipo di bicicletta composta da un telaio supportato da tre ruote (ottime per l’equilibrio) che viene azionata con la forza delle mani e delle braccia dal ciclista adagiato sul sedile. Il mezzo permette di correre da sdraiati e senza l’uso delle gambe, in una comoda posizione che dà stabilità e aerodinamicità: è usata da atleti con vari tipi di disabilità fisica, paraplegici o tetraplegici, con amputazioni degli arti inferiori, con limitato o assente controllo del tronco, con difficoltà più o meno grandi nel coordinamento del corpo. Oggi l’handbike è una delle quattro macro-categorie in cui è diviso il ciclismo paralimpico, inserito a tutti gli effetti sotto l’egida della Federazione ciclistica italiana.
Ci sono nove maglie rosa in palio, una per ogni categoria nella quale è divisa la competizione.
Il Giro 2012 può contare sulle partnership dell’Anmil, l’associazione nazionale mutilati invalidi del lavoro, con cui il CNIFP opera in sinergia in varie attività, e dell’Aism, l’associazione sclerosi multipla.
“Per l’indiscusso ruolo riabilitativo dello sport nelle persone che hanno subito un’amputazione o si muovono in carrozzina – commenta Franco Bettoni, presidente di Anmil -. Tanto che chi riporta danni permanenti a causa di un infortunio sul lavoro potrà ottenere gratuitamente gli ausili sportivi da parte di Inail». Partecipa la fortissima Campionessa italiana Raffaela Congiu di Ostia. Raffaela è stata investita da un automobile mentre era in bicicletta e da allora è costretta a vivere sulla carrozzina.
Ci saranno altri malati di sclerosi multipla, oltre a Roberta Amadeo, past president di Aism, l’associazione italiana sclerosi multipla che da quest’anno è entrata a far parte dell’organizzazione del Giro. «L’handbike è un’attività motoria dove riassapori libertà, velocità, piacere di stare all’aria aperta – considera Amadeo -, per questo Aism vuole far conoscere questo sport ai giovani malati. Ho anche un sogno: vedere un atleta con sclerosi multipla far parte della squadra nazionale di handbike».
«L’handibike è adatta a tutti, anche ai normodotati – esordisce Vittorio Podestà, campionissimo di paraciclismo e che insieme a Alex Zanardi inaugurerà il Giro -. Anzi vorrei che proprio i normodotati la provassero perché scoprirebbero un nuovo sport». «Questo tipo di ciclo è utilizzabile anche dai tetraplegici che, per via della ridotta mobilità, possono fare pochi sport. Con l’handbike non si fanno solo gare, ma anche passeggiate in compagnia degli amici in bicicletta perché, a differenza della carrozzina, si possono raggiungere lunghe distanze».
Dieci appuntamenti concentrati nei soli giorni festivi perché, come dice l’ideatore (e direttore) Andrea Leoni, “la gran parte degli atleti è gente che lavora e può correre solamente durante il fine settimana”: inevitabile, per favorire la partecipazione del più alto numero di persone, spalmare il calendario lungo tutti i mesi primaverili ed estivi. Andrea Leoni, direttore della carovana pubblicitaria, da tempo fa parte dell’organizzazione del Giro d’Italia principale, quello dei ciclisti professionisti. L’idea e la realizzazione della versione per atleti con disabilità la condivide con Maura Macchi, che oggi è Presidente del Giro d’Italia di Handbike: “Le due edizioni passate – dice lei – ci hanno regalato un successo di pubblico clamoroso, abbiamo girato per le piazze più belle, abbiamo vissuto ogni gara a fianco dei nostri atleti, ci siamo emozionati, entusiasmati e anche commossi”. Hanno messo in piedi tutto esclusivamente per passione: tecnicamente, ad organizzare il Giro è un’associazione sportiva senza fini di lucro, e tutti coloro che ci collaborano lo fanno nel proprio tempo libero, e senza percepire neppure un euro. Cruciale è l’aiuto delle singole società dilettantistiche locali, che hanno e mantengono la titolarità delle gare disputate sul proprio territorio.
L’edizione 2010 (sei tappe) ha rappresentato l’esordio, quella 2011 (dieci tappe) la dimostrazione che il progetto è serio e i risultati possono arrivare; ora, in questo 2012, l’obiettivo è osare ancora di più, in attesa del definitivo colpo grosso fra dodici mesi. “In questi anni abbiamo pensato – racconta Leoni – di estendere il più possibile l’evento sul territorio italiano: i corridori che praticano handbike vivono per la gran parte al nord, dove hanno sede la quasi totalità delle società dilettantistiche coinvolte in questo sport, ed è per questo che le regioni coinvolte sono quasi tutte nella parte settentrionale del paese”. Ad ogni gara partecipano mediamente fra i 60 e gli 80 atleti, con punte massime di un centinaio di corridori: “Lo scorso anno – continua – con grandi difficoltà siamo riusciti a farli arrivare a Sulmona per la tappa abruzzese del Giro: un’esperienza che ripeteremo anche in questo 2012, con la città in provincia dell’Aquila che ospiterà l’ultima gara.
La terza edizione di questo Giro d’Italia tutto particolare prende il via domenica 15 aprile da Marina di Massa in Toscana, e toccherà in seguito altre sette regioni per dieci tappe complessive per concludersi a Sulmona, in Abruzzo, fra cinque mesi, il 23 settembre prossimo. Ogni corsa, naturalmente, ha una sua classifica finale, ma insieme a questa viene stilata, via via, una graduatoria cumulativa che tiene conto dell’intero circuito di gare: e a questo primo classificato spetta l’onore di indossare la maglia del leader, la maglia rosa. Che poi non è una sola, ma ben nove, tante quante sono le differenti categorie stabilite dal regolamento sulla base del grado di disabilità. La prima tappa è quella della Crono del Mare, sul lungomare di Marina di Massa-Forte dei Marmi: uno scenario di forte impatto per una suggestiva passerella generale: fra i partecipanti a questa prima tappa del Giro ci sono, oltre ad Alex Zanardi, i corridori dell’intera nazionale azzurra diretta dal ct Mario Valentini, i quali si confronteranno su un circuito rettilineo chiuso al traffico di nove chilometri al giro, da percorrere una o due volte secondo la categoria di appartenenza: al primo atleta sarà dato il via alle ore 09.
Dieci gare, sette regioni toccate dalla carovana, con un impegno che parte la prima domenica dopo Pasqua e, attraverso tutta la primavera e l’estate, chiuderà solamente a fine settembre con la proclamazione dei vincitori delle nove categorie in gara. Si parte dalla Toscana, con il circuito che da Cinquale porta a Marina di Massa, nell’estremo lembo settentrionale della regione, in piena Lunigiana. Ci si sposta poi, il 25 aprile, nel Lazio, con Montalto di Castro, vicino Viterbo, a rappresentare la prima new entry dell’edizione 2012. L’altra località ad esordire nel circuito del Giro è nel Veneto, Verona, penultima tappa in programma, il 29 luglio, prima della chiusura a Sulmona, vicino L’Aquila: in Abruzzo si gareggerà il 23 settembre. Fra le prime due e le ultime due frazioni, sei corse nei mesi di maggio, giugno e luglio: appuntamenti in Piemonte il 13 maggio a Casale Monferrato, in Friuli il 15 luglio a Castions di Zoppola (Pordenone), mentre la Lombardia si conferma ai vertici del movimento con quattro tappe: il 6 maggio a Desenzano (Brescia), il 10 giugno a Somma Lombardo (Varese), il 21 luglio a Olgiate Olona (Varese), il 22 luglio a Cermenate (Como). Uno speciale dedicato al Giro su Sport Week de “La Gazzetta dello Sport” nella rubrica La Vita In Rosa.